TESTIMONIANZE: INTERVISTA ALL’OSPITE MARIA DI MODIGLIANA

Come ti chiami?
Mi chiamo Maria sono nata a Marradi il 10/12/1927, adesso ho tanti anni …89!

Che scuola hai fatto Maria?
Ho fatto la prima elementare ma non ho combinato niente perché la mamma era morta, non l’ho nemmeno conosciuta e per questo ero nelle mani degli zii. Dopo la scuola li aiutavo nel badare ai maiali…lavoravo molto! Non c’era nessuno che mi seguiva e quando tornavo a casa mangiavo un po’ di pane e poi subito fuori con gli animali tutto il giorno!

Mangiavi il pane perché i tuoi zii non erano capaci a preparare altro oppure per altri motivi?
Eravamo in povertà, a volte quando ci andava bene c’era un po’ di formaggio!

Raccontami qualcosa di te e della tua vita con gli zii…quel che vuoi, quel che ti ricordi!
Mi “ciucciavo” il dito pollice perché avevo sonno, dalle 7:00 di mattina ero sempre via! I biscotti non c’erano mai a casa, forse esistevano ma noi non li avevamo… Si faceva colazione col caffè d‘orzo, con lo zucchero quando c’era! A 7 anni mi avevano messo a fare i cesti di vimini poi a 11, 12 anni ho cominciato a badare alle bestie.
Quando ho smesso di andare a scuola, alla mattina mi alzavo alle 6:00. C’erano le pecore da “toccare”, cioè indirizzare verso un percorso dove lo zio le prendeva una ad una e le mungeva. Poi si lavorava con il latte, uno teneva lo straccio che faceva da imbuto, l’altro versava il latte ed una volta nel paiolo si lasciava lì per farlo diventare sodo e trasformarlo in formaggio. Lo vendevamo perché c’era miseria… Il pascolo lo seguivo fino alle 11:00, 12:00 e quando le pecore si mettevano all’ombra io tornavo a casa.
Poi c’era da andare a prendere la legna che ci serviva anche per cuocere il cibo…si usava il paiolo che io preparavo. Le zie cucinavano qualcosa mentre io facevo la sfoglia che sapevo già preparare all’età di 15 anni grazie agli insegnamenti delle zie.
Una volta pronto il pranzo lo si doveva portare agli uomini che lavoravano i campi…ed erano lontano! Dopo altre due, tre ore si tornava a portare loro da bere l’acqua fresca e se l’acqua era calda mi mandavano indietro a prendere quella fresca della fonte.
A volte mi addormentavo perché ero stanca ma se le zie mi vedevano dormire mi davano delle bacchettate sulle gambe perché bisognava lavorare. Una volta avevo il compito di badare ai maiali…nel prato c’era un cespuglio di erba secca, io ci avevo fatto un buco e mi ci ero infilata dentro lasciando uno spazio per controllare dove andavano gli animali. Poi però mi sono addormentata e le bestie hanno scavato tutto il terreno per mangiarsi la patate. Quando me ne sono accorta era ormai troppo tardi e le zie, rientrate a casa da via, si sono infuriate e mi hanno punita con la cintura dei calzoni.
Un altro lavoro che facevo era quello di spazzare sotto le mucche, dentro la stalla.
Nella mia vita e quando ero ragazzina ho lavorato veramente tanto…ho sempre campato! I miei cugini erano più furbi di me perché loro scappavano e dicevano che non volevano lavorare.
Il mio letto era fatto di frumento e foglie senza lenzuolo, se andava bene mi coprivo con un cappotto altrimenti se non c’era nemmeno quello dovevo patire il freddo.
Successivamente, dall’età di 36 anni fino ai 40 circa, ho lavorato come bidella nella scuola elementare di Prato Lungo, lì dovevo fare anche da mangiare ai bambini. Erano 15 e il menù variava sempre. Cucinavo a casa mia e poi portavo loro il cibo anche se non era vicino. Dovevo accendere la stufa prima che arrivassero, c’era da spazzare la polvere e riordinare, i bambini avevano sempre le scarpe sporche di terra o di fango…c’era tanto da fare! Una volta finito chiudevo ed andavo a casa ma dovevo subito ricominciare a fare da mangiare per la famiglia.

Ti sei mai innamorata?
Da giovane giovane no. Poi dopo tanto tempo ho trovato uno a Rocca San Casciano e mi sono innamorata di lui. Ci siamo sposati quando io avevo 30 anni.
Mio marito purtroppo è mancato dopo 10 anni di matrimonio, ci siamo sposati in chiesa, abbiamo avuto una figlia, era un uomo buonissimo. Mi voleva molto bene, facevamo tutto insieme. Lui prima di sposare me era rimasto vedovo ed aveva anche un’altra figlia (Gigliola) avuta con la sua prima moglie. Quando Gigliola era piccola mi voleva bene. Poi crescendo non andava d’accordo con nostra figlia e così le dovevo sempre sgridare. Per tutta la vita non sono riuscita a farle andare d’accordo…mio marito diceva che erano stupide a litigare! Anche loro ci aiutavano nei lavori di casa, come facevo io da piccola, però era difficile farle lavorare perché si nascondevano. Mia figlia naturale ha una parte di ragione perché lei ha avuto una figlia che dopo 3, 4 anni ha iniziato ad avere dei problemi di salute e Gigliola, l’altra figlia di mio marito, non si è mai interessata di questo…dopo essersi sposata non ci ha mai aiutato.

Che rapporto hai adesso con tua figlia?
I rapporti sono buoni, si è sposata e spesso insieme a mio genero mi viene a trovare.

Adesso tua figlia naturale e Gigliola si relazionano?
Poco niente…mi tocca stare zitta altrimenti litigano ancora! Così però è brutto sia per me che per loro, a me dispiace!

Loro cosa dicono di te quando vengono qui a trovarti?
Dicono di vedermi bene e io confermo di star bene qui!

Tu sei qui con noi dall’ottobre del 2017…ti ricordi perché hai scelto di venire ad abitare qui?
Non ero più capace di stare a casa da sola. Mia figlia ha una figlia che ha dei problemi di salute e quindi diceva che Tredozio, dove abitavo io, era troppo lontano…per questo motivo hanno fatto domanda perché io potessi venire qui.

All’inizio come ti sei sentita quando sei venuta da noi?
Mi sono trovata subito bene e anche adesso mi trovo bene, ho fatto amicizia subito con Evelina.

Come passi le tue giornate?
Si ride, si chiacchiera tutti insieme. Ci sono le attività di animazione, ci fanno colorare e disegnare, io purtroppo non ci vedo molto però bene o male riesco lo stesso a fare quello che l’animatrice propone.

C è qualcosa di diverso che vorresti fare?
Non so nemmeno io, mi piacerebbe poter camminare fuori ma le mie gambe non sono sane.

Con gli operatori ti trovi bene? Ti fanno sentire a tuo agio?
Si, mi trovo bene con tutti, io non faccio differenze!

Concludendo, la tua gioventù la ricordi volentieri?
Si ma è passato tanto tempo, ho nostalgia di quegli anni!

Se dovessi dare un consiglio alle donne di oggi cosa diresti loro?
Direi che fanno bene a fare quello che fanno!

In che senso?
Se in una famiglia non si va d’accordo e ci sono dei figli le donne fanno bene a tradire i mariti…anche se non si dovrebbe ma fanno bene! Io avevo un vicino di casa che si è separato perché era un mammone, stava sempre con sua mamma mentre sua moglie abitava a Modigliana vicino al molino. La loro storia è andata avanti fin tanto che la moglie non si è stancata di questa situazione…e così si sono separati e successivamente hanno divorziato.